martedì 5 gennaio 2010

Muri, la vergogna infinita

Si sono da poco conclusi i festeggiamenti per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Sono stati spesi fiumi di parole e di inchiostro per raccontare quanto fosse tragica la vita di tutte quelle persone divise dal muro della vergogna, dalla cortina di ferro. Eppure al mondo esistono ancora tanti muri, barriere della vergogna che separano i popoli e di cui purtroppo non si fa cenno nei giornali o in TV. Infatti, ben di rado si accenna nei media all’esistenza del muro in Cisgiordania, ufficialmente costruito per impedire gli attacchi terroristici in Israele, ma che in realtà ha l’unico obiettivo di rinchiudere i palestinesi in una vera e propria prigione a cielo aperto. Il “muro dell’Apartheid” o “muro della separazione razziale”, com’è chiamato dai palestinesi, è destinato a divenire quindici volte più lungo del muro di Berlino e la sua costruzione non si arresta, sebbene la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia abbia ordinato la sua demolizione nel 2004 in quanto esso viola i principi del diritto internazionale. Ancor meno si parla della barriera di separazione che gli Stati Uniti stanno innalzando lungo la frontiera col Messico: iniziata nel 1994, questa barriera è destinata a estendersi per circa 3.140 km e dal 1998 al 2004, in un modo o nell’altro, è costata la vita a un totale di 1.954 persone che tentavano di entrare illegalmente negli Stati Uniti. Infine, sempre in tema di muri, particolare attenzione merita il Marocco, al tempo stesso vittima e carnefice in questo gioco di barriere che cadono e che spuntano qua e là. Ben pochi infatti sanno che fin dal 1982, attraverso diverse fasi, il Marocco ha costruito diverse barriere divisorie all’interno del territorio della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, con lo scopo di impedire l’accesso alle immense risorse del sottosuolo e alle pescosissime coste agli abitanti di questa repubblica, considerata dall’ONU “territorio non indipendente”, mentre agli stessi marocchini è impedito l’accesso alle città di Ceuta e Melilla, amministrate dal governo spagnolo, per impedire l’immigrazione clandestina e il contrabbando. Anche in questo caso molti immigranti marocchini sono morti nel tentativo di entrare illegalmente nelle due città spagnole. Chissà se anche per tutti questi altri muri ci sarà un giorno un museo della memoria, come quello che c’è a Berlino presso il Checkpoint Charlie, per ricordare quanti sono morti o hanno vissuto separati dai loro cari, a causa di queste barriere?

5 commenti:

sosemozioni ha detto...

E' vero...provo un senso di vergogna solo a pensarci, ma credo che i muri che continuano ad essere eretti per separare uno stato dall' altro o una intera popolazione da un' altra, sono solo l' specchio dei muri che tiriamo su attorno alle nostre case , alle nostre "proprietà" , sono solo lo specchio delle inferriate che mettiamo alle finestre, dei sistemi di allarme sempre più sofisticati, delle porte sempre più blindate, delle scorte sempre più armate e infine tutto questo non è che lo specchio delle barriere, che l' uomo, inteso come essere umano, mette attorno alla propria anima, attorno al proprio cuore, muri di silenzi, muri di omertà, muri di odio, muri di paura. Siamo in un continuo stato di allerta, continuamente in difesa.....ma di che?
Niente di tutto ciò che accumuliamo sulla terra ci seguirà altrove, l' unica cosa che porteremo con noi è l' amore che avremo saputo dare, un' energia eterna e indistruttibile che continuerà ad esistere nel cuore delle persone che abbiamo saputo amare ...senza difenderci...

Daniela ha detto...

Il concetto di amore, inteso come lo intende Oriana, è assoluto, puro, bello e dovrebbe essere il motore del mondo. L'amore che doniamo arricchisce noi e chi ci sta intorno ed è l'unica cosa davvero importante che possiamo insegnare e lasciare dopo di noi. Quando le persone che ci hanno conosciuti in vita non esisteranno più a loro volta, nessuno si ricorderà più di noi, tantomeno di quanto fossimo "amorevoli"...però se intorno a noi riuscissimo a cambiare le cose, a sensibilizzare almeno chi frequentiamo ogni giorno, con il nostro modo di essere, con un nuovo modo di affrontare le situazioni, la serenità potrebbe espandersi e lasciare il segno, anche senza la nostra firma sotto...non perdo tempo a chiedermi se questo sia possibile o meno, se sia realistico o meno, se sia una sciocchezza o meno...lo faccio e basta! Baci a tutti!

Callisto ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con Oriana: quei muri, anzi, tutti i muri, sono lo specchio dei muri che continuiamo a erigere intorno a noi. Eppure, sebbene enormi e ben visibili (quello in Cisgiordania è alto tre volte il muro di Berlino e spesso il doppio) quei muri di cui parlo nel post sono quelli meno visibili, proprio perché purtroppo non ne parla mai nessuno, perché non se ne parla mai nei notiziari, e perché purtroppo ciò che non compare in TV, praticamente non esiste.

sosemozioni ha detto...

E questo apre un'altra faccia di questa triste situazione nella quale l' umanità si è cacciata....non sappiamo più qual' è la verità! Per molti di noi ormai il mondo lo si osserva dallo schermo della TV, non rendendoci conto che guardiamo il mondo attraverso un filtro e il filtro è lo strumento che permette ad un pugno di lestofanti di manipolare una moltitudine di persone. Non conosciamo il muro della Cisgiordania ....ma esso esiste come esistono tutte le altre barriere di cui abbiamo parlato....Qual' è la soluzione? L' unica soluzione possibile che ci può restituire la dignità e la sensazione di libertà individuale è l' azione .......« Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo »
Mahatma Gandhi

Gandhi è stato uno dei teorici della resistenza all'oppressione tramite la disobbedienza civile di massa, che ha portato l'India all'indipendenza.

Quindi per prima cosa suggerisco di spegnere la TV nelle nostre case e continuare ad informarci tramite internet e testate giornalistiche indipendenti. Il secondo suggerimento è: applichiamo nelle nostre i vite i valori che rispettiamo e che sono riconoscibili dalla massa delle persone, la solidarietà, la cooperazione, la sobrietà, il sostegno reciproco, l' aiuto, l' ascolto...diventiamo l' esempio vivente del mondo che desideriamo...

Callisto ha detto...

Spegnere la televisione? Spegnerla tutti. Questa sarebbe la più grande rivoluzione dei nostri tempi. Il potere di gente come Berlusconi & Co. andrebbe a zero immediatamente. Purtroppo troppa gente aspetta una svolta, ma non è disposta a rinunciare a nessuno dei loro piccoli e grandi privilegi.