C’è qualcosa di genetico insito nel DNA di molti Italiani , l’ ho sempre percepito e avvalorato, ogni qualvolta mi trovavo a viaggiare in un paese diverso e ogni volta questa sensazione mi provocava malessere… quell’ aria di superbia, mista a spocchia, lo sprezzo di chi ha in mano un pizzico di potere sugli altri …poco o tanto…poco importa. Non mi riferisco solo ai politici del momento naturalmente , sarebbe fin troppo facile... il nulla in cui sguazzano è sotto gli occhi di tutti, mi riferisco a qualsiasi nullità che riesce ad avere un “ruolo sociale rilevante” e purtroppo questo ruolo lo definisce la massa disinformata, succube del “grande fratello” e dell’ “isola dei famosi” il parco giochi mediatico, insomma, in cui è cresciuta la generazione di persone che è nata da circa 35/40 anni, una generazione di persone che non ha saputo contrastare l' avanzata inesorabile del bieco meccanismo del "do ut des" . Basta un po’ di potere, soldi, furberia, assenza di scrupoli, mancanza di valori, per far “elevare” certi individui al di sopra degli altri, tuttavia persone così ci sono sempre state, la cosa di gran lunga peggiore e che oggi fa la vera differenza è che questo modo di essere è l’aspirazione di troppi e allora non viene mai seriamente contrastato. Gli inetti , gli ipocriti, i bugiardi, in questo sistema possono diventare coprotagonisti o almeno comparse, viceversa nella normalità civile sarebbero collocati lì dove non possono nuocere. Quello che è successo alla nostra Repubblica trova in questa mentalità le sue radici, questa assenza di valori ha distorto la nostra storia. Questo modo di pensare ha forzato e spallato la porta del progresso e della democrazia, plagiando il modo di vivere sociale e narcotizzando i cervelli attraverso la sublimazione dell' "apparire".
Mio nonno faceva il barbiere e da bambina mi raccontava che era rispettato da tutti i suoi amici, perché durante la guerra , al passaggio di colonne di carri armati con a capo capi militari tedeschi che stavano occupando la sua città, ebbe il coraggio di salire su un tetto a sventolare da solo la bandiera italiana. Quel gesto lo fece sentire bene , lo fece sentire libero anche se libero non lo era. Era un piccolo eroe e così era riconosciuto dai suoi simili …oggi sarebbe solo considerato un poveraccio. Insomma per concludere , anche gli eroi ci sono sempre stati , quello che è cambiato è il modo di percepirli. Quindi, ecco, desidero un mondo nuovo, ma desidero soprattutto.... circondarmi di persone che possano meritare il mio “rispetto” e voi?
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