lunedì 30 novembre 2009

"Figlio mio lascia questo paese!"

Mi affaccio al volo sul blog per condividere questa lettera che ritengo interessante.... ovviamente anche e soprattutto alla luce della scelta che ho fatto. Lo scrivente è Pier Luigi Celli direttore generale della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali  Guido Carli ed ex direttore generale della RAI.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. 

5 commenti:

sosemozioni ha detto...

Anch'io mi auguro che le mie figlie crescendo capiscano che in questo paese valori come la lealtà, la correttezza, l' onore, la giustizia, sono stati sacrificati ai piedi del "vitello d'oro" e tutto quello che hanno imparato a rispettare, non coincide con la classe dirigente che si succede alla non-guida di questo paese, oramai da troppo tempo. Tuttavia se decidessero di rimanere e lottare per un mondo migliore, lotterei con loro e spererei che non si arrendano mai...

Maurizio Conventi ha detto...

Rimanere e cercare di fare il proprio per cambiare le cose oppure andare via? Io spero che gli italiani possano fare in futuro quello che fanno indiani e cinesi oggi, ovvero andare via per fare esperienza e migliorarsi per poi tornare e far crescere questo paese.

Daniela ha detto...

E' difficile anche per un figlio allontanarsi dai familiari e decidere, consapevolmente, di perdere la quotidianità, di non essere più presente fisicamente quando sorgono problemi, di perdere pezzi della loro vita durante i quali invecchieranno, faranno esperienze, prenderanno decisioni. Ma sono fermamente convinta che il nostro Paese sia il mondo, che non dobbiamo porci paletti territoriali, che non dobbiamo dimenticare che dietro l'angolo c'è altro, che esistono altre realtà, che non dobbiamo accontentarci. Quanto a quello che dice Maurizio, tornare con un bagaglio più sostanzioso e utilizzarlo per contribuire a far crescere il paese, perchè no? Vivere altrove, studiare altre soluzioni, vedere se funzionano, questo potrebbe aiutare. Ma sfortunatamente, molti italiani non se ne andrebbero mai perchè sono incapaci di vedere non solo le soluzioni, ma nemmeno i problemi...molti altri se ne vanno semplicemente per vivere meglio, non certo per tornare e cambiare le cose. Inoltre, muovere le masse non è cosa da tutti, ci vuole una grande energia, perchè la situazione attuale è ben cristallizzata, è il frutto di anni e anni di duro lavoro da parte di chi ha avuto soldi e potere per manipolare la nostra mente e martellarla con messaggi e miti superficiali, che hanno reso le persone assuefatte, assopite. Tuttavia ci sarà chi tornerà e proverà ad agire, caricandosi sulle spalle un lavoro mostruoso da fare e assumendosi il rischio che...nessuno lo segua...
Magari saremo proprio noi...

el biticoos ha detto...

In proposito a scambi culturali oggi leggo: "Negli stati uniti l'attenzione ai legami tra passato e presente è meno evidente, anche perchè la società americana è una società giovane orientata al futuro...è un paese in cui l'esperienza del regime totalitario di destra non è ancora stato vissuto (o almeno non palesemente)."
Europei, Italiani, rimettete le mani sulla vostra memoria storica e pensate che la libertà individuale non è una cosa così scontata...
Non pensiamo di dover sempre essere noi ad imparare, cominciamo anche noi a portare saggezza ed esperienza dalla nostra Italia all'estero, e magari insegnare anche a noi stessi a guardare l'Italia con più rispetto e dedizione.

sosemozioni ha detto...

La domanda che farei a chi ha scritto l' articolo riportato da el biticoos è : dove bisogna scavare per trovare la saggezza italiana da esportare all' estero? Quali sono gli esempi di coerenza, moralità, onore, lealtà che ci possono rendere fieri di essere italiani? Io ne conosco tanti... "una moltitudine inarrestabile" , ma nessuno di loro è alla guida di questo paese, nessuno di loro è all' opposizione, purtroppo nessuno di loro mi rappresenta. Un giornalista italiano quest' anno è stato protagonista di un evento importante nel mondo, gli è stato conferito un ambito premio per la "libertà di stampa" a Berlino, nessun organo di informazione nazionale ne ha dato notizia, non era forse un uomo di cui andare fieri? Esempi come questo ce ne sono molti, tutti taciuti, insabbiati, qualche volta uccisi....no in questo momento storico non mi sento fiera di essere italiana.