mercoledì 8 settembre 2010

Cosa c'entra Sakineh con il Nuovo Ordine Mondiale?

Ciao a tutti,

ho un impellente bisogno di comunicare a qualcuno quello che penso di tutta sta storia di Sakineh e non ho trovato posto migliore di questo blog. Spero vi interessi. Ciao

Cosa c'entra Sakineh con il Nuovo Ordine Mondiale?
Se guidi un paese e vuoi far guerra a un altro paese, quali sono le cose che devi avere prima di tutto (oltre a un buon esercito, naturalmente)? Semplice: un buon pretesto e l'appoggio dell'opinione pubblica (o almeno, di una buona parte di essa). Abbiamo visto con i casi di invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq come non sia affatto difficile trovare, o meglio fabbricare, un pretesto per attaccare un paese. Più difficile è convincere l'opinione pubblica della necessità della guerra e quindi giustificarla davanti agli occhi della gente. Portare l'opinione pubblica ad accettare l'invasione dell'Afghanistan è stato relativamente facile, è bastato infatti mettere in piedi quell'evento catalizzatore, quella "nuova Pearl Harbour" che è stato l'11 settembre. Più difficile è stato giustificare l'attacco all'Iraq di Saddam Hussein, non a caso è dovuta intervenire l'intelligence americana e inglese a fabbricare le famose prove dell'esistenza di armi di distruzione di massa, che insieme alla stupidity dell'opinione pubblica che, come al solito, si è bevuta tutto senza fiatare, ha permesso a uno stato di invadere un altro senza essere provocato, in barba al sacrosanto diritto internazionale. Non olet. Ora, l'ultimo tassello mancante alla Nato per il controllo totale del Medio Oriente e per l'attuazione del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale si chiama Iran. Visto che la regola di cui sopra vale anche per il caso Iran, è necessario convincere l'opinione pubblica occidentale della malvagità del governo iraniano (sui media italiani questa parola la troverete sempre sostituita con il termine "regime" iraniano), in modo tale che quando si deciderà di attaccare l'Iran, saranno tutti d'accordo con questa decisione. A tal fine è in atto ormai da anni nei nostri paesi una campagna di disinformazione sull'Iran: non passa giorno in cui non si faccia riferimento al nucleare iraniano, alla probabilità di un imminente attacco nucleare da parte dell’Iran, alle dichiarazioni antisemite di Ahmadinejad, poi alle contestazioni studentesche, alle torture inflitte ai dissidenti, per finire in questi giorni con la storia di Sakineh. Secondo voi ora tutti i nostri politici, tutte le personalità di spicco della politica e della cultura, a partire da Carla Bruni per finire con Saviano e i premi Nobel che hanno firmato la petizione di Repubblica, tutta sta gente ha veramente a cuore il destino di una iraniana che viene lapidata (questi barbari trovano sempre qualche modo disumano per uccidere le persone, mica come in USA, dove la gente si ammazza eticamente) per adulterio? Non lo sanno che lo stesso destino tocca alle donne in Arabia Saudita? Di quelle non gliene frega niente, oppure sanno bene che non bisogna mai parlar male dei sauditi? E dei morti ammazzati dallo stato in Cina e negli Stati Uniti? A me pare tanto che tutta questa non sia altro che una campagna studiata ad hoc per perorare la causa della demonizzazione del governo iraniano, della necessità di intervenire in Iran, con le buone o con le cattive (meglio se con le cattive) e di convincere l'opinione pubblica che questa sarebbe cosa buona e giusta. Ora, al di là del fatto che come al solito ci dobbiamo fidare delle notizie che leggiamo sui media (che non sono altro che il megafono del Potere), mi chiedo io quale diritto internazionale ci imporrebbe di intervenire in Iran per salvare la vita di una donna condannata a morte e allo stesso tempo di dimenticare tutti i condannati a morte di tutti gli altri paesi (Cina e Usa in primo luogo)? Forse che i condannati a morte in Iran sono più vittime degli altri, o forse uno stato democratico ha più diritto degli altri ad ammazzare la gente? O forse esistono metodi più o meno etici per togliere la vita alle persone? Più i media insistono nel pubblicizzare tutta questa storia, più a me puzza di campagna denigratoria nei confronti di quello che è il nostro attuale nemico, da invadere e piegare al più presto alle regole della democrazia occidentale (leggi libero mercato), in attesa del prossimo, da demonizzare e invadere secondo lo stesso copione già ampiamente collaudato.

7 commenti:

Riccardo ha detto...

Bellissima riflessione, che richiederebbe un ragionamento estremamente ampio che tocca diversi settori e che purtroppo ora non ho il tempo di fare.

Proprio domenica mi sono trovato a discutere con uno del Popolo Viola che proponeva di manifestare contro l'Iran per Sakineh e per il nucleare; al che' gli ho detto: "Scusa e allora gli altri che il nucleare gia' ce l'hanno (come gli USA che hanno oltre 500 testate dichiarate) ?", e la risposta e' stata "Beh, ma quelli mica minacciano di usarlo"... in realta' neanche l'Iran minaccia niente, ma la minaccia e' percepita.

Fare un ragionamento piu' ampio, aprire la propria testa, non significa ovviamente (Credo neanche per callisto) approvare la lapidazione di una donna per adulterio... solo che non e' l'unica cosa da vedere.

Riccardo ha detto...

A proposito dell'Iran e del gruppo Bildeberg da http://www.disinformazione.it/bilderberg7.htm#_ftn1

Quest’anno si sono scervellati, tra le altre cose, nel trovare una “soluzione” ai grossi problemi chiamati: Ahmadinejad, Chavez e Putin.
Il presidente iraniano, definito dai media l’Hitler del Terzo millennio, ha la grossa responsabilità di aver inaugurato la prima borsa regionale indipendente del petrolio al mondo. Se ne è parlato parecchio di questa borsa, ma poi non si è saputo più nulla. Ebbene, la borsa che avrebbe accettato euro al posto di dollari, è stata effettivamente aperta il 21 marzo 2006 nella città di Asslavieh[1], definita per questo la “capitale energetica della Repubblica islamica”.

Callisto ha detto...

Molto interessante l'articolo sul gruppo Bilderberg. Ennesima conferma del fatto che "i politici sono marionette nelle mani dei banchieri" (cito Cossiga). Per questo non credo che la politica si possa cambiare dall'interno. Perché le regole sono sempre quelle della finta democrazia in cui viviamo tutti, che in realtà non è altro che la buccia esterna del vero e unico signore e padrone incontrastato del mondo: il Mercato. Ma anche questo richiederebbe un ragionamento molto più ampio di quello che permette questa sede.

Riccardo ha detto...

Credo che la politica possa e debba essere cambiata dall'interno, soprattutto perche' influisce pesantemente sulla cultura e sulla conoscenza delle persone.

I passi da fare sono pero' tanti, difficili e delicati, e senz'altro c'e' bisogno anche di spinte culturali esterne.

Callisto ha detto...

Secondo te è veramente possibile cambiare dall'interno un sistema dove il potere lo crea il consenso e il consenso è creato dai media, a loro volta asserviti al potere? A me sembra che il nostro sia un sistema chiuso (come tutti i sistemi, d'altronde) e che in quanto tale possa essere cambiato solo con l'intrusione di un elemento esterno. Quale sia o quali siano i possibili elementi che possono minare il sistema, non ci è dato saperlo.

Riccardo ha detto...

Non ho detto che sia facile. Parte del lavoro sara' allontanare la gente dai tradizionali media, tirandoli fuori di casa, ed insegnandogli a sviluppare senso critico. Ha funzionato per te, per me (forse), per altri autori su questo blog, e per tante altre persone intorno a noi. Sono ottimista, e credo che il "grande risveglio" stia arrivando, anche se forse non basteranno 2 generazioni per vederlo all'opera.

Dall'interno della politica non si puo' fare altro che cercare di favorire quelle politiche che portino al cambiamento culturale, e forzare quelle necessarie relative alla sostenibilita' ambientale e sociale... il che e' gia' tanto lavoro.
Ad esempio, dei governi seri, reagirebbero a Basilea 3, creando un'alternativa alle banche tradizionali con il risultato di sganciare le piccole imprese (praticamente non piu' considerate dopo Basilea 3) a sganciarsi dal sistema e ad entrare in uno piu' virtuso, indebolendo allo stesso tempo il sistema delle banche tradizionali. Te lo lasciano fare? Boh, ma non potranno fermarci tutti!

Callisto ha detto...

Aggiornamento: che fine ha fatto Sakineh? Ce lo chiediamo tutti. Anzi, per la verità, non se lo chiede più nessuno. E sì perché le notizie finché sono sui giornali importano a tutti, poi appena spariscono è come se non fossero mai esistite. Insomma, Sakineh è sparita. Doveva essere frustata, presa a sassate, impiccata... Un giorno apro Repubblica.it e doveva morire da un minuto all'altro. Poi più niente. Questo conferma i miei dubbi: una mega bufala. Mi chiedo ancora se esiste una signora Sakineh che ha ucciso il marito. E' di oggi invece la notizia che una donna Cristiana è stata condannata a morte in Pakistan per blasfemia. Ci risiamo. Seguite con attenzione questa ennesima telenovela propagandista, mi raccomando.