Il 27 marzo 2010, dalle 20.30 alle 21.30, spegnete la televisione, il computer, il tostapane, le luci e tutto cio' che e' elettrico.E' l'Ora della Terra, in inglese Earth Hour, e serve a chiedere ai potenti del mondo un accordo globale e serio sul clima e la salvaguardia dell'ambiente.
Se non dovete ricaricare le batterie del pacemaker, aderite!!!
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8 commenti:
Mannaggia, proprio adesso che stavo scrivendo la tesi devo spegnere!!!
Sono belle queste iniziative, ma... non me ne vogliano gli organizzatori, non servono assolutamente a nulla. Lasciano esattamente il tempo che trovano. Spegnere la televisione per un giorno, soprattutto quando è un blackout annunciato, non serve a niente. Da domani ricominceremo a consumare come e più di prima. Sono le classiche trovate anglosassoni tipo la giornata contro il fumo (salvo tornare a fumare come ciminiere il giorno dopo), la giornata a favore del mangiar sano (salvo rimpizzarsi di junk food il giorno dopo) e la lista può allungarsi all'infinito.
Sono assolutamente d'accordo, inoltre hanno il difetto di "pulire la coscienza", quando invece non dovrebbe essere pulita con questo.
Onestamente però non so come si possa proporre, alla gente non ancora interessata al problema, un piano graduale di riduzione dei consumi energetici individuali.
Avete iniziative interessanti in merito da segnalare?
Credo che l' unica cosa che funziona è sensibilizzare i ragazzi nelle scuole, si ottengono due risultati, il primo è che pensano i ragazzi stessi ad educare i genitori , se non altro perchè si fanno portavoce di qualcosa di nuovo che le famiglie non sanno, il secondo risultato è educare una generazione da subito, prima che prenda i vizi degli attuali adulti.
Concordo con Riccardo e con la possibile soluzione proposta da Oriana, anche se non è una cosa facile. Qui si tratta di sconvolgere completamente i nostri stili di vita. Una divisione equa e sostenibile dei consumi vuol dire mangiare meno, consumare meno, viaggiare meno, andare in vacanza di meno, vuol dire non poter accendere il riscaldamento quando ti pare, l'acqua calda quando ti pare, la lavatrice quando ti pare. Si fa presto a rinunciare a un pezzettino di queste cose per un giorno solo. Il vero sacrificio, quello che fa la differenza, è rinunciarvi sempre.
Considerate anche che il diktat dello stile di vita possibile, l' ha dettato fino ad oggi la formula: capitalismo-consumismo la cui spinta era il "desiderio" e il desiderio era orientato verso il "possesso". Lo sforzo che va fatto, almeno per chi è in grado di capirlo , è mettere un tetto ai desideri e, per chi si trova nella fase della vita nella quale si ha a che fare per un motivo o per l' altro con le nuovissime generazioni, proporre stili di vita diversi spiegandone i motivi. Vi assicuro che per convicerli basterebbe proiettare il documentario di Al Gore.
Non si può pensare di indurre un cambiamento nelle persone con i "no": non devi usare la..., non puoi consumare più di..., devi fare la raccolta..., devi..., devi..., etc... perchè sennò tra X anni non potrai più fare questo o quello...
Bisogna trovare il modo affinchè le persone si possano rendere conto che gli conviene comportarsi in un certo modo, perchè fa figo, perchè risparmi, perchè rimorchi le ragazze/i...etc...scusate gli esempi poco illuminati ma secondo me è così...
Con l'approccio cristiano del castigo e della paura per il futuro secondo me non si ottengono molti risultati, bisogna prendere spunto in questi casi dal marketing e dal consumismo (qualcosa di questo tipo comunque già si vede in alcune aziende)
Ha ragione Maurizio, è duro ammetterlo ma il male di questo paese è una profonda ignoranza e l' ignoranza rende le menti fragili e facilmente suggestionabili basta valutare i risultati di queste elezioni per capire questa semplice verità . Ci vorrebbe un gruppo di "star" dello "star-system" che pubblicizzassero un "nuovo" stile di vita per avere un intero gregge che li imita, sarebbe una forzatura ma pur sempre efficace.
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