Monteveglio , vicino Bologna , prima Transition Town ufficiale non solo in Italia , ma in tutta l' Europa continentale. Un paese dove si riducono i consumi, si condividono orti, terreni, sogni e futuro. Avevo già parlato delle Transition Towns in un mio vecchio post a proposito di un bellissimo manuale scritto da un Americano e già applicato in molte città oltreoceano ( il manuale pratico della transizione di Rob Hopkins)
E' bellissimo sapere che qualcuno lo ha applicato in Italia.
Chiunque può avviare un progetto di cambiamento sostenibile , con l' obbiettivo di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Ogni città , villaggio, comunità, può avviarsi verso la transizione, ovvero verso la riduzione del consumo di energia e verso la resilienza, cioè la capacità di far fronte a SHOCK e cambiamenti e....continuare a funzionare.
" Se la vostra città non è ancora in transizione , ecco una guida che vi può aiutare . Abbiamo poco tempo e molte cose da fare" Rob Hopkins
Che ne pensate? Mi piacciono i metodi pratici per affrontare le cose......
3 commenti:
Comprerò il libro (anche se sarà difficile fare di Londra una transition town).
Vorrei solo sottolineare che è importante, per chiunque voglia lanciare progetti di questo tipo, avviare un dialogo (non bloccante) con le istituzioni, i politici, ed in generale gli attori locali che operano sul territorio, per far si che le iniziative non rimangano sterili, ma che possano entrare nella cultura delle Town.
Ovviamente questo rende tutto più difficile, ma anche più stabile.
Il rischio è che altrimenti
Certamente sarebbe più facile applicarne i principi in una piccola comunità, che magari potrebbe diventare un esempio pilota per chi ha voglia di cambiare. Credo che lo scoglio più grande sia instillare nelle persone proprio quello: la voglia di "cambiare" . Osservo nella gente un esasperato attaccamennto al "conosciuto" al "noto" , poca voglia di mettersi in gioco e soprattutto la radicata sensazione che "ridurre" i consumi sia sinonimo di privarsi del "benessere" così come ce lo hanno confezionato chi ci voleva riempire di "cose" da comprare.E vedono l' ecosostenibilità come una discesa verso il basso, verso lo scomodo, non riescono a percepirlo come quello che realmente significa e cioè una risalita verso la superfice, verso la realtà vera , fatta di sentimenti, sensazioni, un riemergere della consapevolezza da un mondo di plastica ad un ambiente naturale, dove ti accorgi che se accarezzi una mimosa reagisce chiudendosi...
Davverooooo???? Non la sapevo mica questa cosa della mimosa, e si che ce l'avevo sotto gli occhi tutti i giorni.
Al massimo ho visto gente avere reazioni allergiche quando accarezza la mimosa, ma dall'altro punto d'osservazione non l'avevo mai vista!
Cmq a parte gli scherzi Londra è divisa in piccoli comuni (borough), un po' come le circoscrizioni di Roma, ed alcuni di essi (chi più chi meno), stanno facendo iniziative che sembrano andare verso la transizione. Quindi anche se onestamente non direi proprio che questa è una città che ha imboccato la via della transizione, devo dire che ci sono alcuni esempi carini.
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