In questi giorni sto leggendo un libro "Fuoriclasse" del sociologo americano Malcolm Gladwel. Il tema del libro riguarda la vita di alcuni personaggi che hanno "sfondato" nella vita. L'autore spazia dai geni dell'informatica a grandi personaggi dello sport passando per grandi scenziati.
In questo libro però non si parla di come, grazie al talento ed alla tenacia, si possa arrivare al successo, ma considera alcuni aspetti ambientali ed occasionali che hanno favorito tali personaggi. Ok, non mi dilungo troppo perchè non voglio fare pubblicità al libro anche se lo trovo interessante.
Traggo spunto però da quanto letto per lanciare una provocazione: perchè quando dividiamo le sezioni alle scuole elementari e medie, oppure quando creiamo le categorie nei campionati sportivi giovanili non consideriamo il mese di nascita del ragazzo?!
Effettivamente mettere insieme dei ragazzi con 6,8,10 mesi di differenza può avvantaggiare (o svantaggiare) alcuni ragazzi...naturalmente io sono il primo a pensare che il talento e la tenacia siano gli ingredienti principali per fare buone cose ma pensiamo un attimo anche ad una cosa:
- In determinate fasi della crescita la differenza d'età, anche se di pochi mesi, può fare la differenza
- Per molti ragazzi (ed in molte famiglie) iniziare la scuola (o lo sport) essendo "l'ultimo della classe" può far prendere subito una strada invece di un'altra
- Molti maestri/e (ma anche coach sportivi) tendono ad avvantaggiare i ragazzi più bravi
I ragazzi più grandi possono effettivamente essere avvantaggiati?
Alla fine dei conti suddividere le classi per mese (ogni classe può avere ragazzi con differenza d'età massima di tre mesi) non comporterebbe nessun tipo di problema...
6 commenti:
Ehmmmm.... non ho capito.... quale sarebbe il vantaggio ottenuto da questa suddivisione? Io sono di dicembre ed erano quindi quasi tutti più grandi di me.
infatti a calcio eri sempre svantaggiato
Lo svantaggio?: magari costa un po' di più... io sono dell'idea che chi è bravo emerge...
AM
La soluzione non mi sembra malvagia...mi sembra sicuramente un passo nel TROGLODITICO.
Più o meno è come dire al Dott. Basaglia: "Caro imbecille, visto che i medici non sanno curare i malati di mente è meglio tenerli chiusi nei manicomi"...
La diversità aiuta a crescere, si attivano dinamiche di identificazione, di competizione, affiliazione ecc. ecc. sono tutti gli strumenti che servono agli individui per vivere nella società del futuro.
Piuttosto facciamo qualcosa per i DOCENTI!!! Sono loro che costruiscono il futuro, e spesso (sempre) non se ne rendono conto.
Chi è bravo emerge, i docenti sono fondamentali e fin qui siamo tutti d'accordo...purtroppo però il post aveva un senso differente, forse non lo avete capito perchè sono nato ad Ottobre e non sono così bravo a farmi capire.
1. 6,8,10 mesi di differenza quando si hanno 5,6,7 anni sono molti...avete mai visto le partite di calcio (o di qualunque altro sport) per quelle categorie? In genere ci sono sempre 2,3 ragazzi più grandi degli altri che fanno la differenza. Sul libro (americano) che ho citato ci sono le statistiche anagrafiche dei campionati giovanili di hockey, le squadre che vincono i campionati hanno un'altissima percentuale di nati nei primi tre mesi!
2. Siete sicuri che 6,7,8 mesi di differenza non facciano la differenza anche a scuola?
3. Naturalmente si parla sempre di statistiche e non dei singoli casi (anche se non ho capito Riccardo cosa volesse intendere dicendo che è di Dicembre, che lui è un "Fuoriclasse" e quelli delle sua stessa classe nati a Gennaio no? ). Non è che questo sia l'unico fattore di riuscita a scuola ma ce ne sono molti altri e magari più importanti.
A questo punto, dato che una suddivisione degli alunni (oppure nelle categorie sportive) deve essere fatta, dato che molte volte queste suddivisioni vengono fatte a caso, perchè non prendere in considerazione la data di nascita dei ragazzi?
Io intendevo che sono nato a Dicembre, e a scuola non ho mai avuto problemi, come te che sei nato ad ottobre immagino...
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